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Tiziano Bellemo
Responsabile Comunicazione, Web e Corporate Identity

L’effetto record date sulle Assemblee 2011 

19 maggio 2011

Le recenti assemblee di società italiane con azioni quotate hanno visto un netto incremento della presenza degli azionisti di minoranza, di quegli investitori cioè che non controllano la società, soprattutto internazionali (come i grandi fondi di investimento inglesi e americani), ma anche italiani. Rispetto agli anni scorsi la loro partecipazione è salita in modo significativo, rendendo possibile l’elezione di amministratori e sindaci indicati nelle liste di minoranza con percentuali ben superiori a quelle riscontrabili storicamente*. Nell’assemblea di Telecom Italia la massiccia presenza di investitori esteri ha permesso di superare addirittura il 50% del capitale sociale presente, livelli raggiunti l’ultima volta nel 2003 al momento della contestata operazione di fusione con Olivetti, e di eleggere i rappresentanti di minoranza con il 20% circa del capitale. Il notevole incremento di popolarità delle assemblee italiane nel 2011 non è legato a eventi aziendali di particolare rilevanza per gli azionisti di minoranza e quindi tale da richiedere una mobilitazione di massa. Si deve piuttosto all’entrata in vigore della Direttiva n. 36 del 2007 dell’Unione Europea sui diritti degli azionisti di società quotate che ha introdotto il meccanismo della cosiddetta record date, recepito anche dal Testo Unico della Finanza all’art. 83-sexies comma 2, probabilmente il più rilevante tra i  provvedimenti adottati dalla UE con questa Direttiva. L’idea sottostante la record date è tanto semplice quanto rivoluzionaria per lo snellimento dei meccanismi che governano la partecipazione degli azionisti alle assemblee.

 

*I candidati amministratori e sindaci di minoranza sono stati eletti con quote di capitale oscillanti tra il 15 e il 30% circa per le assemblee di Generali, Eni, Enel, Saipem, Finmeccanica, Pirelli e Mediaset. Fonte: verbali di assemblea e Assogestioni.

 

Fino allo scorso anno la presenza dei soci all’appuntamento annuale era subordinata a complesse procedure amministrative che richiedevano, tra l’altro, il blocco dei titoli in portafoglio per un lungo periodo: dal giorno della richiesta di certificazione a quello di svolgimento dell’assemblea. Questo modus operandi poneva evidenti limitazioni sotto il profilo della piena disponibilità delle azioni e della liquidabilità del portafoglio. Ed era alla base della scarsa rappresentanza in assemblea sia degli investitori internazionali, sia di quelli domestici.  La record date cambia tutto. Grazie ad essa possono partecipare all’assemblea coloro che risultano essere azionisti di una società nel settimo giorno di borsa aperta precedente l’assemblea in prima convocazione, nella misura indicata dalla certificazione emessa dalla Banca Depositaria**. Non è quindi più necessario vincolare un quantitativo di azioni per la partecipazione all’assemblea. Con il vantaggio di garantire alla società azionista la piena disponibilità delle azioni in portafoglio, slegando così la decisione di esercitare il diritto di voto da quella di negoziare i titoli ai quali il diritto si riferisce. Due sono le conseguenze più significative della maggior partecipazione degli investitori di minoranza nelle assemblee. Innanzitutto, la più rilevante presenza di questi azionisti si traduce in un più esteso esercizio del diritto di voto che, di conseguenza, attribuisce un maggior significato a ogni decisione presa dall’assemblea, in quanto approvata o respinta, da una più elevata quota di capitale sociale. In secondo luogo, le assemblee si arricchiscono dal punto di vista della qualità, grazie al dibattito tra un numero crescente di investitori istituzionali, soci preparati, motivati e spesso portatori di esperienze maturate in altri sistemi economici, e il Consiglio di Amministrazione. Con reciproco interesse e utilità. E in linea con l’auspicio e la richiesta della Commissione Europea di un più esteso esercizio dei diritti di voto, in modo tale da contribuire a rassicurare i risparmiatori anche attraverso l’attività degli investitori istituzionali che chiedono conto al management delle società nelle quali investono dei risultati economici e delle scelte strategiche adottate e ne giudicano l’operato col voto in assemblea.

 

**La banca depositaria è l’istituto al quale è affidata la custodia degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide di un fondo comune di investimento.


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