Fino allo scorso anno la presenza dei soci all’appuntamento annuale era subordinata a complesse procedure amministrative che richiedevano, tra l’altro, il blocco dei titoli in portafoglio per un lungo periodo: dal giorno della richiesta di certificazione a quello di svolgimento dell’assemblea. Questo modus operandi poneva evidenti limitazioni sotto il profilo della piena disponibilità delle azioni e della liquidabilità del portafoglio. Ed era alla base della scarsa rappresentanza in assemblea sia degli investitori internazionali, sia di quelli domestici. La record date cambia tutto. Grazie ad essa possono partecipare all’assemblea coloro che risultano essere azionisti di una società nel settimo giorno di borsa aperta precedente l’assemblea in prima convocazione, nella misura indicata dalla certificazione emessa dalla Banca Depositaria**. Non è quindi più necessario vincolare un quantitativo di azioni per la partecipazione all’assemblea. Con il vantaggio di garantire alla società azionista la piena disponibilità delle azioni in portafoglio, slegando così la decisione di esercitare il diritto di voto da quella di negoziare i titoli ai quali il diritto si riferisce. Due sono le conseguenze più significative della maggior partecipazione degli investitori di minoranza nelle assemblee. Innanzitutto, la più rilevante presenza di questi azionisti si traduce in un più esteso esercizio del diritto di voto che, di conseguenza, attribuisce un maggior significato a ogni decisione presa dall’assemblea, in quanto approvata o respinta, da una più elevata quota di capitale sociale. In secondo luogo, le assemblee si arricchiscono dal punto di vista della qualità, grazie al dibattito tra un numero crescente di investitori istituzionali, soci preparati, motivati e spesso portatori di esperienze maturate in altri sistemi economici, e il Consiglio di Amministrazione. Con reciproco interesse e utilità. E in linea con l’auspicio e la richiesta della Commissione Europea di un più esteso esercizio dei diritti di voto, in modo tale da contribuire a rassicurare i risparmiatori anche attraverso l’attività degli investitori istituzionali che chiedono conto al management delle società nelle quali investono dei risultati economici e delle scelte strategiche adottate e ne giudicano l’operato col voto in assemblea.
**La banca depositaria è l’istituto al quale è affidata la custodia degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide di un fondo comune di investimento.