Affiancando ai consiglieri e sindaci di maggioranza alcuni candidati indipendenti può essere migliorata la governance di Consigli di Amministrazione e Collegi Sindacali, aumentando così la tutela degli investitori che non hanno il controllo delle società. Gli indipendenti, una volta eletti, non sono da considerare in alcun modo come emanazione di chi li ha selezionati e inseriti nelle liste, ma di tutti coloro che li hanno votati. Non vi sono contatti preventivi tra i presentatori delle liste e i candidati, che non ricevono pertanto alcun mandato. Né vi sono contatti successivi all’eventuale elezione. Se eletti, gli amministratori e i sindaci di minoranza risponderanno del loro operato solo alla propria reputazione professionale e al mercato, in rappresentanza del quale, attraverso l’azione di quegli investitori che hanno reso possibile la presentazione delle liste, sono stati eletti. La miglior conferma della serietà dell’approccio seguito dai fondi italiani e della validità dei candidati presentati viene dai numeri con i quali sono poi stati eletti. Nella recente tornata assembleare gli indipendenti proposti nelle liste di minoranza, presentate con percentuali di capitale non superiori all’1%, hanno riscontrato il favore delle società internazionali che fanno consulenza sulle politiche di voto e degli altri azionisti di minoranza e sono stati eletti con quote di capitale sociale importanti e ben superiori a quelle con le quali le liste erano state presentate.