Ogni esigenza richiede uno strumento adatto
Altro comportamento da evitare è quello che non correla il tipo di strumento finanziario scelto, le sue caratteristiche, all’esigenza alla quale l’investimento deve fare fronte. Se si pensa di avere bisogno del denaro a distanza di un anno, ad esempio, si dovrebbe acquistare un’attività finanziaria che nell’arco di quel periodo non generi eccessiva volatilità e che sia disponibile per il disinvestimento al momento del suo utilizzo. Al contrario, se l’esigenza di investimento sarà molto lontana nel tempo, magari per finalità pensionistiche, lo strumento finanziario potrebbe avere un maggiore profilo di rischio/rendimento atteso. La struttura degli investimenti delle famiglie italiane evidenzia purtroppo la mancanza di coerenza ed equilibrio tra obiettivo e veicolo scelto per realizzarlo che è stata descritta. Una quota molto significativa della ricchezza finanziaria è infatti allocata in Bot o in fondi monetari. E questi strumenti, coerenti con impieghi della liquidità a breve termine, vengono mantenuti in portafoglio nel tempo, evidentemente per fronteggiare anche le esigenze di lungo periodo (4).
Intenzioni e comportamenti reali
In alcuni casi, i piccoli risparmiatori avviano un piano d’investimento nel modo corretto. Identificando cioè i bisogni e scegliendo strumenti con durata e profilo coerenti. L’errore nel quale spesso incorrono, tuttavia, è dimenticare l’impostazione di portafoglio inizialmente adottata, abbandonandola. Questo atteggiamento è tipico nei casi di forti flessioni delle borse, che generano panico nei risparmiatori e li inducono a vendere, magari in perdita, quanto acquistato con una finalità di più lungo periodo. Un recente sondaggio di McKinsey (5) mostra che più della metà degli intervistati dichiara di aver investito con un orizzone temporale di circa sette anni ma di aver venduto tutto dopo meno di tre anni. Questi risparmiatori hanno quindi modificato l’orizzonte temporale che avevano identificato in base a un processo di pianificazione finanziaria, probabilmente per ragioni che nulla hanno a che vedere con il cambiamento degli obiettivi di investimento.
Capire quello che si compra
Guadagnare molto, in poco tempo, senza correre particolari rischi sono obiettivi che nessun titolo azionario, obbligazionario o fondo d’investimento consentirà mai di raggiungere contemporaneamente. E’ quindi fondamentale che, prima di investire, siano messe ben a fuoco le caratteristiche di ciascuno strumento finanziario e il profilo rischio/rendimento ad esso legato, con le conseguenza pratiche che ne scaturiscono. Aspettative di guadagni potenzialmente elevati dovranno necessariamente accompagnarsi al mantenimento in portafoglio del veicolo d’investimento per un periodo sufficientemente ampio e ad una buona propensione al rischio. Al contrario, l’avversione al rischio e la liquidità dell’investimento si assocerano generalmente a un basso rendimento.
(4) Elaborazioni di Eurizon Capital su dati Banca d’Italia. La ricchezza delle famiglie italiane. 20 dicembre 2010 e Assogestioni. Mappa del risparmio gestito. III trim. 2011.
(5) MF - 5 ottobre 2011 - "I fondi comuni soffrono anche perché da loro ci si aspetta troppo". Ricerca condotta su più di 30 mila investitori moderatamente facoltosi (in Italia, Germania e Francia) che abbiano acquistato prodotti di risparmio negli ultimi 18 mesi.