Il settore tecnologico sembra aver tirato i remi in barca. L´indice Msci del comparto a livello mondiale, dopo una corsa che nel 2009 gli ha fatto guadagnare il 51,5%, nell´ultimo mese (fino al 2 febbraio) ha segnato -1,6%. "La frenata in realtà è iniziata nell´ultimo quadrimestre dell´anno scorso", precisa Toan Tran, analista di Morningstar. "Bisogna considerare però che da marzo a settembre il settore è stato interessato da un forte rally. Il risultato è che oggi le valutazioni dei titoli tecnologici sono più equilibrate rispetto a qualche mese fa". Sul futuro, l´analista è moderatamente ottimista. "La nostra previsione è ancora positiva", scrive nel report. "La possibilità di una ripresa economica duratura sembra essere incorporata nei prezzi delle azioni hi-tech. Molto comunque, dipenderà dalle prossime notizie macroeconomiche. In caso di dati positivi potremmo anche assistere al rigonfiamento di una bolla. Ma, a quel punto, l´analisi fondamentale potrà dare ben poche indicazioni". Il mese appena chiuso è stato caratterizzato da alcuni risultati trimestrali molto attesi. Fra questi, quelli di Ibm e Google. Il colosso tecnologico dello stato di New York, nel quarto trimestre del 2009, ha registrato profitti per 4,81 miliardi di dollari, contro i 4,43 dello stesso periodo dell´anno precedente e nonostante il calo di fatturato in alcune aree come quella del business consulting. Il motore di ricerca di Mountain View, sempre alla fine dell´anno scorso, ha registrato un utile lordo di 6,7 miliardi di dollari, in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo del 2008. Merito del passaggio della pubblicità dai media tradizionali a Internet e dei tagli dei costi non strategici effettuati per far fronte alla crisi. Non tutti hanno comunque di che festeggiare. In Cina, Sohu.com (specialista dei giochi online) ha avuto un utile netto equivalente a 23,2 milioni di euro, in calo del 43% rispetto allo stesso trimestre dell´anno precedente e più basso delle attese degli analisti. Colpa, hanno spiegato i vertici della società dello spin-off di alcuni rami d´azienda e degli investimenti per espandersi. Tempio duri in vista per la giapponese Toshiba. Il gruppo, nei giorni scorsi, ha annunciato una revisione al ribasso del 5,9% delle stime di fatturato per quest´anno (che si chiuderà a marzo). A pesare sulle vendite, ha spiegato la società nipponica, è una recessione "più persistente delle attese" che incide soprattutto sugli acquisti dei microchip. Non si ferma, intanto, l´ondata di fusioni e acquisizioni che l´anno scorso ha contribuito a mantenere tonico il comparto hi-tech. Fra le ultime operazioni in rampa di lancio c´è l´acquisto di Tpv Technology da parte di una cordata guidata da China Electronic Corporation alla quale potrebbero aggiungersi i giapponesi di Mitsui. |