Vai alla Home di Eurizon Capital
Ricerca Prodotti

Commento ai mercati settoriali 

a cura di

 

Pharma, delusione Obama

La riforma sanitaria voluta dal presidente Usa non ha fatto partire il rally del settore. Ma i vantaggi, spiegano gli analisti, arriveranno.


Commento del 07/07/2010

Performance su 3 anni
Periodi Valuta
1m 3m 3a data
MSCI Wrld/Health Care ND -2,9% -4,2% -8,3% 07/07/2010
MSCI Italy ND 7,5% -11,4% -47,4% 07/07/2010

Chi ci sperava – ed erano parecchi – è rimasto deluso. L´approvazione negli Stati Uniti della tanto discussa riforma sanitaria per fornire le cure anche ai meno abbienti, non ha fatto scattare il rally dei farmaceutici. Nell´ultimo mese (fino al 7 luglio) l´indice Msci mondiale del comparto ha perso il 2,9%, fermando a +2% la performance da inizio anno.

Chi ha sbagliato
"Dobbiamo ammettere di aver fatto un errore di valutazione", confessa in un report Alex Morozov, analista di Morningstar. "Pensavamo che l´approvazione della nuova legge avrebbe dato il via a rialzi generalizzati nel comparto. Così non è stato". La colpa, tuttavia, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, in parte è delle stesse case farmaceutiche che nei bilanci hanno già inserito i costi futuri che il nuovo sistema comporterà. "Soprattutto per quanto riguarda l´abbassamento dei prezzi dei medicinali", dice il report. "Questo ha appesantito le previsioni di utile per azione (uno dei sistemi per calcolare la redditività di un´azienda, ndr) di almeno il 5% all´anno fino al 2013".

Vantaggi nel lungo periodo
Eppure la riforma, secondo l´analista, pur avendo effetti negativi sui conti delle aziende del pharma nel breve termine, avrà implicazioni positive nel lungo periodo. "Il volume di nuovi pazienti che saranno coperti dall´assicurazione sanitaria permetterà di compensare l´aumento dei costi già nel 2014", continua Morozov. "Senza contare che i programmi di ristrutturazione portati avanti negli anni scorsi per far fronte alla crisi mondiale, stanno già dando i loro frutti a livello di bilanci".

Gli europei sono più forti
La situazione americana ha pesato sulle quotazioni dei titoli europei, anche se le prospettive di questi ultimi sembrano migliori. "Prima di tutto possono contare sulla debolezza dell´euro che le rende più competitive", spiega lo studio. "Inoltre, grazie alla forte diversificazione geografica, stanno risentendo poco della crisi del debito sovrano del Vecchio continente". Il mercato greco delle aziende farmaceutiche, ad esempio, contribuisce solo per l´1% al fatturato della maggior parte dei gruppi europei "Più in generale, il Vecchio continente rappresenta il 30% del loro giro d´affari", precisa il report. "Tutto il resto arriva da altri mercati internazionali".

Una scelta di globalizzazione inevitabile, visto che in Europa, dove i prezzi dei medicinali in molti Paesi sono controllati dallo Stato, è molto più difficile essere competitivi. Il problema, in questo caso, è per i gruppi americani. "L´Europa, ad esempio, contribuisce per un terzo ai conti di Eli Lilly", dice Morozov. "Una moneta unica debole, di certo non li aiuta".

Al mercato piacciono le nozze
Dal punto di vista operativo, l´elemento interessante sono le operazioni di fusione e acquisizione che avvengono nel settore. L´americana Astella ha acquistato Osi Pharmaceuticals per 4 miliardi di dollari. Abbott ha allargato la sua presenza sui mercati emergenti facendo shopping di produttori di farmaci generici indiani per un totale di 3,7 miliardi. Più di 2,5 miliardi sono stati spesi da Covidien per aggiudicarsi EV3. "Per il futuro del settore farmaceutico ci attendiamo altre ondate di consolidamento", commenta l´analista. "I due elementi che spingeranno la nuova fase di merger & acquisition saranno la presenza di medicinali per trattamenti terapeutici di nicchia (interessanti in questo senso le aziende biotecnologiche) e la possibilità di allargare i propri affari nelle aree emergenti".

Il contenuto della presente sezione non costituisce una raccomandazione, una proposta, un consiglio ad effettuare operazioni su uno o più strumenti finanziari, né un'offerta di vendita o di sottoscrizione di strumenti finanziari o una sollecitazione all'investimento in qualsiasi forma.
Le informazioni vengono aggiornate su base mensile. Le opinioni, previsioni o stime contenute nella presente sezione sono formulate con esclusivo riferimento alla data di redazione. Gli indici riportati in tabella sono espressi in valuta locale.
Nota: 2005 Morningstar Italy Srl. Tutti i diritti sono riservati. Le informazioni qui contenute: (1) sono proprietà di Morningstar (2) non possono essere copiate. Le informazioni non devono essere utilizzate senza un'appropriata verifica da parte dell'utilizzatore e se opportuno un parere professionale. Morningstar non è responsabile per qualunque danno o perdita derivante da qualunque uso delle informazioni e chi visiona tali informazioni deve considerarsi unico responsabile dell'uso delle stesse. Non vi è garanzia alcuna che i risultati del passato trovino un riscontro nel futuro.
© 2010 Eurizon Capital SGR è una società del Gruppo Intesa Sanpaolo - Partita I.V.A. n. 12914730150