Il settore finanziario inizia il 2010 zoppicando. L´indice Msci del comparto a livello mondiale nell´ultimo mese (fino al 3 febbraio) ha perso quasi lo 0,3% (nel 2009 aveva fatto segnare +23,7%). La colpa di questa scivolata secondo gli operatori va quasi tutta addossata alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. L´inquilino della Casa bianca nelle settimane scorse aveva parlato di un progetto di riforma che avrebbe interessato in maniera pesante gli istituti di credito. Le proposte dell´amministrazione americana vanno dal divieto di possedere e investire in hedge fund e società di private equity, all´impossibilità di fare il cosiddetto proprietary trading (operazioni di Borsa nelle quali si utilizzano i soldi depositati nei conti correnti). A questo si aggiungerebbero una serie di restrizioni sul fronte delle acquisizioni e sull´utilizzo della leva finanziaria. L´idea ha spaventato gli investitori e le banche in tutto il mondo perché, se applicata, potrebbe incidere profondamente sulla redditività del settore a livello globale. La preoccupazione, infatti, è che leggi simili possano essere imitate anche in altri Paesi. Dopo aver reagito male alla proposta, i titoli hanno ripreso a salire: nell´ultima settimana il paniere Msci ha guadagnato più dell´1%. Gli investitori sono tornati così a guardare le trimestrali. Ad aprire le danze sono stati gli istituti americani. Citigroup ha comunicato di aver riportato una perdita netta di 7,6 miliardi di dollari nel quarto trimestre incluso l´onere di 6,2 miliardi legato alla restituzione al governo dei fondi Tarp. Al netto di queste voci, il gruppo ha perso 1,4 miliardi, nel trimestre. Morgan Stanley ha riportato un utile di 413 milioni di dollari nell´ultima parte dell´anno su un fatturato di 6,84 miliardi. Nello stesso periodo del 2008 il gruppo aveva perso 10,52 miliardi. Bank of America ha chiuso il 2009 con una perdita di 5,2 miliardi di dollari e ha ammesso crescenti difficoltà dei clienti a onorare le rate dei loro debiti. Ma anche in questo caso la parte più consistente del passivo (4 miliardi di dollari) è legata ai costi di restituzione degli aiuti precedentemente concessi dal governo. Wells Fargo, invece, è tornata in attivo pur avendo rimborsato i 25 miliardi di dollari ricevuti dallo Stato. In Europa, Deutsche Bank ha comunicato che negli ultimi tre mesi del 2009 ha registrato un utile netto di 1,3 miliardi di euro contro una perdita di 4,8 miliardi nello stesso periodo dell´anno precedente. Per il gruppo tedesco si tratta del quarto trimestre consecutivo in nero. In Spagna il Banco Santander procede a piccoli passi sulla strada della ripresa: nel 2009 ha registrato un utile netto di 8,9 miliardi, in salita dell´1% rispetto al 2008. Buone notizie anche per gli azionisti di Zurich Financial Group. L´assicuratore svizzero, che nel quarto trimestre ha avuto profitti per oltre un miliardo di dollari (il bilancio è espresso in valuta americana), ha proposto ai suoi soci un dividendo di 16 franchi svizzeri. Si tratta del payout più alto degli ultimi 10 anni e rappresenta un bel salto rispetto agli 11 franchi del 2008. In Asia, occhi puntati su Mitsubishi UFJ, una delle principali banche del Giappone. Nel trimestre chiuso a fine dicembre l´istituto nipponico ha avuto un utile netto di 76,1 miliardi di yen (poco più di 600 milioni di euro) contro una perdita di 134 miliardi nello stesso periodo dell´esercizio precedente. Al di là dei segnali di ripresa, gli analisti sono preoccupati per i costi legati ai crediti difficili da recuperare che, sempre alla fine di dicembre, sono saliti dell´86%. |