L´Italia non riesce a tenere il passo con il resto dell´Europa. L´indice Msci del Belpaese nell´ultimo mese (fino al 10 giugno) ha perso il 6,1%, portando a oltre -20% la performance da inizio anno (e annullando in questo modo i guadagni realizzati nel 2009). Negli stessi periodi il paniere europeo ha segnato, rispettivamente +1,23% e -5,6% (+27% l´anno scorso). Di solito il benchmark italiano viaggia allineato con quello europeo. Va precisato, tuttavia, che la piazza milanese non è quella che ha fatto peggio. L´Msci iberico, ad esempio, nelle ultime quattro settimane si è lasciato per strada quasi il 4% che diventa -29% da inizio anno. Nel 2009 aveva guadagnato il 32%. "Il mercato ha già stilato una lista dei Paesi che subiranno il contagio della Grecia", spiega uno studio preparato dal professor Thomas Cooley della NYU Stern School of Business. "Nell´ordine: Portogallo, Spagna e, per finire, Italia". Una ripresa piena di difficoltà Che la situazione della Penisola non sia brillante lo ha confermato anche l´Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (Ocse) che ha confermato le previsioni di crescita del Pil per il 2010 (+1,1%) e il 2011 (+1,5%), ma ha anche avvertito che l´economia italiana è ancora in difficoltà. Nonostante il tasso del 2% (annualizzato) segnato nel primo trimestre, la ripresa dovrebbe procedere con un ritmo moderato nel 2010 e rafforzarsi un po´ nel 2011. L´export migliorerà, anche se a un ritmo più lento di molti Paesi dell´Unione europea. La crescita prevista è del 2,5% nel 2010 e del 3,6% nel 2011, a fronte di un aumento dell´import rispettivamente del 2,7% e del 3%. Si tratterà, quindi, di un rimbalzo limitato. Non solo gli Usa si preoccupano per l´occupazione A risentire di questa situazione sarà la disoccupazione che si attesterà all´8,7% nel 2010 e salirà all´8,8% nel 2011. "L´occupazione sta cadendo costantemente e non si vedono segnali di rallentamento di questa tendenza", spiega il documento. Le perdite di posti sono concentrate principalmente tra autonomi e precari, anche se le misure di cassa integrazione anti-crisi hanno evitato la perdita di 300 mila occupati. Il calo del reddito disponibile si riflette nella fiducia dei consumatori (diminuita nel primo trimestre) con effetti sui consumi privati, attesi in progresso dello 0,8% quest´anno e dell´1,1% nel 2011. Cresce, invece, la fiducia delle imprese: la redditività è calata, ma le condizioni di credito dovrebbero migliorare quest´anno e favorire la ripresa degli investimenti. Austerità per tutti Per quanto riguarda i conti pubblici italiani, l´Ocse stima un deficit di bilancio che dal 5,2% del Pil nel 2009, a politiche invariate, resterà allo stesso livello quest´anno e calerà solo lievemente (al 5%) nel 2011. L´aumento delle spese dovrebbe essere contenuto, ma anche le entrate fiscali saranno deboli. "E´ evidente che in questa situazione l´Italia dovrà affrontare un periodo di austerità", continua lo studio del professor Cooley. "L´unica, magra, consolazione è che condividerà questa situazione con altre economie maggiori come quella inglese". All´euforia segue il panico Dal punto di vista operativo, Piazza affari ha impostato le sedute delle ultime settimane cercando di accodarsi agli umori del resto d´Europa, facendosi prendere da eccessi di entusiasmo e di sconforto a seconda della direzione delle sedute. Per la strategia sulle singole società gli investitori hanno preferito seguire i consigli che sono arrivati giornalmente dagli analisti. Il titolo Campari, ad esempio, sta riducendo progressivamente il premio a cui viene trattato, in seguito a un giudizio neutral da parte di JP Morgan. Nelle costruzioni, Buzzi Unicem sta soffrendo da quando Goldman Sachs ha detto che l´azione è nella lista di quelle meno preferite nel comparto a livello europeo (sul concorrente Italcementi il rating è neutral). Nel comparto petrolifero, in spolvero Saras, dopo che gli analisti di Nomura hanno alzato il giudizio a buy (acquistare). |