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Commento ai mercati geografici 

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Est Europa, Mosca osservata speciale

La Russia resta il motore della regione. Ma, dicono gli esperti, deve smetterla con gli aiuti all´economia e pensare alle riforme.


Commento del 29/06/2010

Performance su 3 anni
Periodi Valuta
1m 3m 3a data
MSCI EM Eastern Europe ND -0,2% -3,9% -30,6% 28/06/2010
MSCI Italy ND 3,6% -10,5% -46,4% 28/06/2010

L´Europa dell´est cerca di resistere con le unghie e con i denti alla crisi finanziaria internazionale scoppiata alle porte di casa. L´indice Msci dell´area nell´ultimo mese (fino al 28 giugno) ha perso lo 0,2% portando a +5% la performance da inizio anno. Un andamento tutto sommato buono se si considera che il paniere Europe, pur avendo guadagnato in quattro settimane il 2,9%, da gennaio ha fatto segnare -1,25%.

La Russia resta sotto la lente
L´osservata speciale della regione continua ad essere la Russia (sia per le dimensioni, sia per la forza nell´export di energia) con i suoi piani di stimolo economico che, dicono gli esperti del Fondo monetario internazionale (Fmi), dovrebbero essere gradualmente eliminati. "La Russia non ha ancora preparato un piano per ridurre gli aiuti contro la crisi", scrivono in un report gli esperti dell´Fmi. "Questa situazione ritarderà le riforme nel settore delle finanze pubbliche. Riforme che, sono state per troppo tempo ritardate". Secondo il Fondo, Mosca dovrebbe avviare una serie di cambiamenti strutturali per quanto riguarda la salute e il welfare, mentre il sistema pensionistico dovrebbe essere ridiscusso prevedendo un allungamento dell´età lavorativa. Il governo russo, almeno per il momento sembra sordo a questi inviti.

Mosca vuole altra crescita
Ritirare il piano entro quest´anno, come inizialmente previsto dal governo porterebbe il deficit pubblico dal 13,7% rispetto al Pil del 2009 al 9,5%. "Ma i russi preferiscono puntare a un´ulteriore crescita dell´economia, anche se dopata da aiuti statali", continua l´Fmi, secondo cui la Russia quest´anno registrerà un miglioramento del 4,5%. "Molto però dipenderà dall´andamento delle commodity energetiche. Se non ci sarà un deciso rialzo dei prezzi, difficilmente si creerà nel breve periodo quel mix formato da crescita degli investimenti, aumento della produttività e corsa dei salari e dei consumi che ha spinto la congiuntura fino al 2007".

L´acciaio ne approfitta
Nel frattempo le imprese del Paese ne approfittano. Secondo l´amministratore delegato di Severstal Alexei Mordashov, le acciaierie russe nei prossimi cinque anni investiranno l´equivalente di 20 miliardi di dollari per aumentare la produzione. Merito, ha aggiunto, dell´aiuto governativo nella creazione di grandi opere infrastrutturali e della delocalizzazione in Russia di alcune aziende automobilistiche occidentali. I mercati più interessanti per l´export sono l´Africa sub-sahariana, l´India e l´Asia.

I debutti non si fermano
Per quanto riguarda l´est Europa in generale, gli analisti consigliano di tenere d´occhio i nuovi debutti in Borsa. "Le Ipo sono continuate anche nei momenti più duri della crisi internazionale", scrive in un report la società di consulenza Oxford Analytica. "E´ una tendenza che si dovrebbe consolidare con il graduale ritorno alla normalità dei mercati". A far ben sperare, in un´area da sempre considerata a rischio e oscura dal punto di vista dei bilanci, è l´utilizzo da parte di un numero sempre crescente di aziende di standard di trasparenza americani. "La scelta non è casuale", continua lo studio. "In questi Paesi vengono preferiti agli International Financial Reporting Standard utilizzati da altre aree emergenti, perché le aziende di questa parte del mondo sono particolarmente interessate a richiamare investitori dagli Usa. Soprattutto in un momento in cui l´Europa dà segni di debolezza e l´America sembra sulla via della ripresa".

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