Vai alla Home di Eurizon Capital
Ricerca Prodotti

Commento ai mercati geografici 

a cura di

 

L´effetto Pigs si è fatto sentire anche a est

Gli investitori sono scappati dall´Europa emergente. Russia alle prese con il deficit.


Commento del 23/02/2010

Performance su 3 anni
Periodi Valuta
1m 3m 3a data
MSCI EM Eastern Europe ND -1,3% 3,0% -31,7% 23/02/2010
MSCI Italy ND -5,2% -5,8% -44,2% 23/02/2010

L´effetto Pigs si è fatto sentire anche nell´est Europa. L´indice Msci della regione nell´ultimo mese (fino al 23 febbraio) ha perso l´1,3%. Fino a metà della settimana scorsa, tuttavia, il paniere perdeva quasi il 6%. Il recuperò è avvenuto nelle ultime sedute, grazie al parziale rasserenamento della situazione internazionali. La colpa dell´andamento delle settimane scorse, spiegano gli analisti, va cercata nelle difficoltà incontrate da Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna (da cui l´acronimo Pigs) che hanno spinto gli investitori a fuggire anche dall´area del Vecchio continente storicamente considerata più a rischio. "Si tratta comunque di una reazione dettata più dal panico che non da una vera sfiducia nei confronti dell´Europa orientale", spiega una nota di Morningstar. Non a caso nell´ultima settimana il paniere ha dato segni di ripresa, guadagnando il 3,1%.

La fotografia che offre la regione al momento è in chiaroscuro. La Russia, la prima economia dell´area, ha un deficit di bilancio che, secondo le previsioni governative, quest´anno potrebbe arrivare al 7,2% del Pil. Per questo ha pianificato una serie di emissioni obbligazionarie per raccogliere l´equivalente di circa 13 miliardi di euro. Il vice ministro delle finanze Dmitry Pankin ha comunque precisato che il Paese ha abbastanza riserve per far fronte alle esigenze. A questo, ha anche precisato, va aggiunta la ripresa delle materie prime che rappresentano la prima fonte russa di guadagno.

Anche in Polonia, la medaglia economica ha due facce. Secondo l´ufficio di statistica del Paese la disoccupazione a gennaio è aumentata dell´1,4% rispetto allo stesso mese dell´anno scorso dopo il +1,8% registrato a dicembre. La buona notizia è che il dato di gennaio è migliore delle attese degli economisti che si aspettavano un tasso superiore al 2%. Il Pil polacco, peraltro, l´anno scorso ha registrato un´espansione dell´1,7% che ne ha fatto del Paese l´unico membro dell´Unione europea ad evitare la recessione. Una situazione che interessa alla Banca europea per gli investimenti che ha espresso l´interesse a fare investimenti in Polonia, soprattutto nel settore energetico.

Decisamente peggiori le notizie che arrivano dall´Ucraina dove la produzione industriale a gennaio è calata del 12,5% dopo il +2,6% segnato a dicembre. Il ministro dell´economia si è affrettato a precisare che si tratta di un calo stagionale. Resta il fatto che l´output che dal 2000 al 2007 aveva registrato un miglioramento medio annuo del 10,2%, l´anno scorso ha subito un forte contraccolpo a causa della crisi internazionale che ha portato al taglio della domanda di acciaio e prodotti chimici. Tanto che la produzione nel 2009 ha segnato un -21,9%. Le previsioni per quest´anno prodotte dal dicastero economico parlano di una crescita del Pil vicina al 4% con un aumento della produzione industriale di quasi il 3%.

L´Estonia, intanto, si prepara a riaprire il rubinetto dei crediti alle imprese. Secondo il presidente della locale associazione bancaria, Aivar Rehe, il volume dei prestiti, che l´anno scorso era sceso del 6%, nel 2010 dovrebbe salire del 3%. Le beneficiarie saranno soprattutto le aziende legate all´export che sperano in una ripresa di Eurolandia. La situazione del Paese, comunque, è delicata. Il governo del primo ministro Andrus Ansip, infatti, sta portando avanti una severa politica di tagli alla spesa pubblica per assicurarsi l´entrata nel club della moneta unica nel 2011.

Il contenuto della presente sezione non costituisce una raccomandazione, una proposta, un consiglio ad effettuare operazioni su uno o più strumenti finanziari, né un'offerta di vendita o di sottoscrizione di strumenti finanziari o una sollecitazione all'investimento in qualsiasi forma.
Le informazioni vengono aggiornate su base mensile. Le opinioni, previsioni o stime contenute nella presente sezione sono formulate con esclusivo riferimento alla data di redazione. Gli indici riportati in tabella sono espressi in valuta locale.
Nota: 2005 Morningstar Italy Srl. Tutti i diritti sono riservati. Le informazioni qui contenute: (1) sono proprietà di Morningstar (2) non possono essere copiate. Le informazioni non devono essere utilizzate senza un'appropriata verifica da parte dell'utilizzatore e se opportuno un parere professionale. Morningstar non è responsabile per qualunque danno o perdita derivante da qualunque uso delle informazioni e chi visiona tali informazioni deve considerarsi unico responsabile dell'uso delle stesse. Non vi è garanzia alcuna che i risultati del passato trovino un riscontro nel futuro.
© 2010 Eurizon Capital SGR è una società del Gruppo Intesa Sanpaolo - Partita I.V.A. n. 12914730150