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Scenario Mercati 

In questa pagina viene presentato lo scenario atteso per i mercati finanziari internazionali, elaborato dall'Ufficio Strategia di Eurizon Capital SGR.
Le informazioni sono aggiornate su base mensile.

Documento redatto il 18/02/2010

Pausa di riflessione per i mercati.

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Scenario mercati

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Scenario

  • Prosegue il miglioramento degli indicatori ciclici nei paesi sviluppati. Negli USA la fiducia delle imprese industriali è salita fortemente in gennaio portandosi vicino ai massimi del ciclo precedente. In ritardo il settore dei servizi, da cui si attendono però conferme di ripresa nei mesi prossimi. In miglioramento anche gli indicatori della zona euro, che appare tuttavia in ritardo rispetto agli USA. Si conferma forte la ripresa nelle economie emergenti. Particolarmente vivace la crescita in Asia. In deciso recupero l’America Latina, più fragile l’Europa dell’Est.


  • A fronte di un contesto in tendenziale miglioramento, l’attenzione dei mercati si è focalizzata nell’ultimo periodo su alcuni temi di rischio che, pur non essendo in grado di pregiudicare la ripresa, necessitano di essere inglobati nello scenario.

    1) Sostenibilità della ripresa nei paesi sviluppati: la crescita di USA e zona euro rimane troppo dipendente dagli incentivi fiscali e dalla ricostituzione delle scorte. Si attende la prova di sostenibilità dal mercato del lavoro entro la primavera.
    2) Inizio della fase di restrizione nei paesi emergenti: la Cina ha già alzato due volte i coefficienti di riserva obbligatoria con l’obiettivo di evitare il surriscaldamento dell’economia alla luce di una crescita molto forte ed un’inflazione in rialzo.
    3) Problemi fiscali all’interno della zona euro: i problemi di bilancio della Grecia (ma anche Portogallo, Irlanda e Spagna) presentano un rischio finanziario (anche se il default appare improbabile) e richiedono misure di restrizione fiscale, in un momento in cui la ripresa è ancora fragile..


  • La Fed continua a ribadire l’intenzione di mantenere i tassi ai livelli attuali (0%-0,25%) per un periodo prolungato, ma prosegue con la graduale riduzione delle misure non convenzionali di politica monetaria varate nel corso del 2009. La BCE ha confermato il proprio tasso di riferimento all’1,00%, ma mantiene i tassi effettivi (EONIA) sotto lo 0,5% ed ha ribadito che ritiene questo livello dei tassi appropriato. I problemi fiscali all’interno della zona euro stanno peraltro frenando la BCE dal proseguire l’azione di graduale riduzione della liquidità a disposizione del sistema.

Temi di mercato

  • Il mercato monetario rimane l’attività meno interessante. I tassi a breve termine potrebbero rimanere infatti ai livelli attuali almeno fino a tutta la prima metà dell’anno.

  • Il contesto pare poco favorevole alle obbligazioni governative. Gli attuali livelli dei rendimenti a scadenza dei paesi core appaiono nella parte bassa del range di valutazione, in un contesto macro in tendenziale miglioramento. Il posizionamento degli investitori rappresenta un ulteriore fattore di rischio, essendo concentrato su strategie di carry (cedole) sulle parti intermedie della curve. In quest’ottica si prediligono strategie di appiattimento delle curve. All’interno della zona euro si continuano a privilegiare i titoli tedeschi e quelli italiani.

  • Nonostante il calo degli spread, i titoli Investment Grade rimangono interessanti in un contesto di tassi governativi bassi e con potenziale rischio di rialzo. Diversamente i titoli High Yield, pur presentando ampi spread, sono da considerarsi valutati correttamente in un contesto macro ancora incerto. Il rischio corporate pare meglio remunerato dalle azioni che dai titoli High Yield (che in caso di un nuovo deterioramento del contesto potrebbero essere meno liquidi). Neutrali anche le valutazioni sulle obbligazioni dei paesi emergenti.

  • I fondamentali macro e micro rimangono favorevoli alle azioni. La ripresa economica sta proseguendo a buon ritmo e la stagione degli utili del quarto trimestre 2009 ha dato indicazioni molto positive. Inoltre, le valutazioni sono tra il neutrale e l’attraente. La tendenza tecnica di breve si è deteriorata, ma il trend di medio termine potrebbe rimanere rialzista.

  • I timori legati alla sostenibilità dei conti pubblici all’interno della zona euro hanno fortemente depresso l’euro nei confronti del dollaro. Nel medio periodo l’euro potrebbe restare sotto pressione in un contesto di restrizione fiscale all’interno della zona euro e di ripresa USA più vivace. Il dollaro rimane peraltro difensivo in una fase ancora caratterizzata da incertezza.





 

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