Vai alla Home di Eurizon Capital
Ricerca Prodotti

I Mercati nel 2011 

In questa pagina viene presentato l'andamento dei mercati finanziari internazionali nel 2011.

Bilancio di fine anno generalmente negativo per le Borse e mercati obbligazionari guidati dall’avversione al rischio.
Diamo uno sguardo all’andamento delle principali asset class nel 2011.



videoPreview

I Mercati nel 2011

Guarda il video registrato il 10/1/2012

Guarda il video

Scenario

  • I dati USA indicano che la crescita economica sta riaccelerando il passo dopo il rallentamento dei mesi centrali dell’anno. La fiducia delle imprese è in risalita, sia nel manifatturiero che nei servizi. La creazione di posti di lavoro è rimasta tuttavia modesta (il dato di dicembre ha deluso le attese).

  • Le economie della zona euro hanno mostrato una buona tenuta, anche se il ritmo di crescita è in rallentamento rispetto a quanto osservato nella prima metà del 2010. Gli indici di fiducia sono tornati a salire in dicembre, grazie soprattutto alla Germania (l’indice IFO sulla fiducia delle imprese tedesche ha toccato un nuovo massimo storico a dicembre). Le misure di austerità fiscale varate dai governi si potrebbero tradurre però in dati più deboli nei prossimi mesi.

  • Si confermano i segnali di riaccelerazione nei Paesi Emergenti e, in particolare, in Cina e India. In queste aree la forza della crescita economica sta facendo salire l’inflazione e sta determinando un restringimento delle condizioni di politica monetaria (negli ultimi mesi le banche centrali di Cina e India hanno ripreso ad alzare i tassi).

  • La Federal Reserve prosegue con l’allentamento quantitativo così come deliberato nella riunione del 3 novembre. Entro la fine di giugno la Fed si propone di acquistare titoli di stato per 600 miliardi di dollari oltre a quelli già previsti (per un totale di 800/900 miliardi). L’intento è sostenere l’economia e favorire un ritorno dell’inflazione a livelli coerenti con il mandato della Fed. Le rinnovate tensioni sui titoli dei Paesi periferici della zona euro hanno indotto la Banca Centrale Europea a confermare le misure straordinarie di liquidità. Nella riunione del 2 dicembre la BCE ha annunciato che manterrà in essere le operazioni di rifinanziamento a 1 settimana, 1 mese e 3 mesi, con piena aggiudicazione degli importi. La BCE sta inoltre continuando ad acquistare titoli di stato dei Paesi periferici nell’intento di allentare le tensioni sui mercati.

Temi di mercato

  • La remunerazione della liquidità pare destinata a rimanere molto modesta. I tassi a breve termine potrebbero rimanere, infatti, fermi ai livelli attuali ancora per molti mesi.

  • I rendimenti a scadenza delle obbligazioni dei Paesi core (USA e Germania) sono a un livello storicamente basso e paiono scontare scenari macro ancora negativi. Il debito dei Paesi periferici dell’eurozona rimane il principale tema di attenzione per i mercati. Tra i titoli della zona euro paiono essere preferibili i titoli di stato italiani, in virtù di fondamentali di finanza pubblica migliori rispetto agli altri Paesi periferici, combinati con una finanza privata virtuosa (elevata ricchezza delle famiglie e basso indebitamento). Rimangono invece caute le valutazioni sui titoli degli altri emittenti periferici dell’area Euro.

  • I differenziali di rendimento offerti dai titoli Investment Grade sono scesi a livelli che il mercato sembra giudicare non più comprimibili e quindi non in grado di assorbire il rialzo dei rendimenti a scadenza dei governativi core. Sembrano avere ancora spazi di discesa i differenziali di rendimento dei titoli High Yield in un contesto di ripresa ciclica che dovrebbe mantenere basso il tasso di fallimento delle società. Paiono positive le valutazioni sui titoli dei mercati emergenti, intese anche a sfruttare il potenziale di apprezzamento delle valute emergenti nei confronti dell’euro.

  • La combinazione di dati macro in miglioramento, valutazioni contenute e atteggiamento accomodante delle banche centrali (Fed in particolare) potrebbe rappresentare un contesto favorevole per i mercati azionari. Il principale elemento di rischio potrebbe essere rappresentato dalle tensioni sui debiti dei governi in area euro. Tuttavia, a differenza di quanto era accaduto in maggio in occasione della crisi greca, nell’attuale contesto i mercati non stanno percependo il rischio di un contagio sulle Borse globali. I mercati sono stati rassicurati in questo senso dal fatto che la BCE ha continuato gli interventi a sostegno dei titoli di stato dei Paesi periferici.

  • Neutrali le valutazioni sul cambio euro-dollaro, che rimane guidato da fondamentali contrastanti: la politica ultra-accomodante della Fed potrebbe essere negativa per il dollaro mentre i timori sulla sostenibilità dei conti pubblici dei Paesi periferici potrebbero rendere vulnerabile l’euro.

Il contenuto della presente sezione non costituisce una raccomandazione, una proposta, un consiglio ad effettuare operazioni su uno o più strumenti finanziari, né un'offerta di vendita o di sottoscrizione di strumenti finanziari o una sollecitazione all'investimento in qualsiasi forma.
Le opinioni, previsioni o stime contenute nella presente sezione sono formulate con esclusivo riferimento alla data di redazione, e non vi è alcuna garanzia che i risultati o qualsiasi altro evento futuro saranno coerenti con le opinioni, previsioni o stime qui contenute.
Prima di accedere alla Sezione leggere le "Avvertenze" di carattere legale che precisano il contenuto ed i limiti delle informazioni fornite.
© 2012 Eurizon Capital SGR è una società del Gruppo Intesa Sanpaolo - Partita I.V.A. n. 12914730150